Miodesopsie e distacco posteriore del vitreo

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Miodesopsie – Distacco posteriore di vitreo (DPV)

Dopo i 40 anni si verifica una riduzione nel volume del gel contenuto nella parte posteriore dell’occhio, il vitreo, con comparsa di aree ove tale gel appare liquefatto.

Il gel vitreo, limpido ed omogeneo nel giovane, si trasforma in una sostanza fibrosa nell’adulto.
La comparsa di aree di differente densità può manifestarsi con la visione di corpuscoli mobili (“mosche volanti” dalle svariate forme) maggiormente evidenti quando il paziente fissa un piano illuminato e di colore chiaro.

Tale processo avviene precocemente in alcuni soggetti, ad esempio in pazienti affetti da miopia elevata, da infiammazioni oculari o sistemiche o in esiti di trauma.
Le miodesopsie possono avere un impatto anche significativamente negativo sulla qualità di vita del paziente, proporzionalmente alla loro entità.

La terapia farmacologia si avvale di integratori che si pongono come obiettivo il miglioramento del metabolismo e a ricostituzione della fisiologica composizione della struttura del corpo vitreo.

La terapia chirurgica mira alla rimozione dei corpi mobili stessi nell’ambito di un intervento chiamato “vitrectomia” (vai alla pagina dedicata).

Le miodesopsie possono precedere o accompagnare un ulteriore fenomeno: il distacco posteriore di vitreo DPV.

Il vitreo nel giovane appare adeso al piano retinico con punti di maggior adesione a livello del nervo ottico e della periferia retinica. La separazione del vitreo dal piano retinico viene detta “distacco posteriore di vitreo” e nella maggior parte dei casi è un evento innocuo.

L’incidenza del DPV è circa il 50% fra i 50 ed i 65 anni; 70% fra i 65 e gli 85 anni.

Tale incidenza aumenta in particolari condizioni oculari, quali la miopia elevata.

Il DPV può manifestarsi con la comparsa disturbi visivi aspecifici:

  • ragnatele,
  • linee irregolari o ombre nel campo visivo,
  • miodesopsie,
  • fosfeni (visione di lampi di luce), etc.

Il DPV, seppur raramente, può portare alla formazione di rotture retiniche in corrispondenza di punti di adesione anomala e complicare in un distacco di retina.

Il DPV non richiede terapia, se non si evidenziano complicanze retiniche.